Elisa – Gli ostacoli del cuore

Ricordo che circa una decina di anni fa, vidi Elisa in un concerto di piazza gratuito. Si esibiva sopra un palco di 30 centimetri quadrati, davanti ad un pubblico che era più interessato a chiacchierare dei fatti propri che ascoltare le canzoni di questa rocker all’amatriciana ancora sconosciuta. Io ero uno dei pochi che, invece, sapeva già a memoria tutte le canzoni di “Pipes and flowers“. Dopo l’album d’esordio, però, la cantautrice goriziana, iniziò un lento declino, almeno nel mio gradimento. Nonostante tutto continuai a darle fiducia e a comprare i suoi album. Ma le sue trasformazioni poco-degne-di-nota nella Bjork de noantri prima e nell’Alanis Morrissette del Nordest poi, la conversione all’idioma nazionale e il continuo riciclaggio degli stessi brani (propri e altrui) in ogni disco, fecero erodere rapidamente il monte-fiducia che si era guadagnata. La rividi un paio d’anni fa in un concerto molto diverso dal primo: palco enorme, grande atmosfera ed effetti scenici e, con me, migliaia di persone. Dieci anni fa Elisa era un’artista istintiva e di talento, oggi una star come tante, piegata alle leggi del mercato discografico. Certo non è l’unica, e forse sarebbe sbagliato se non fosse così; ma per me, ormai, la sua credibilità è compromessa. L’ultimo album, “Pearl days“, era un lavoro piuttosto deludente, dalle esagerate pretese e con evidenti cadute di stile. Mi spiace constatare che, per come stanno attualmente le cose, Elisa è un’artista che non ha più niente da dire, nè da dare. L’uscita di un (ennesimo?) greatest hits e la sciatta collaborazione con Ligabue è la conferma di una costante e non giustificabile diminuzione della creatività che non merita la spesa dell’album.

You need to a flashplayer enabled browser to view this YouTube video

About the author

Chissenefrega

© 2006-2014 - Chissenefrega 2.0 #whocares #zeroodio #tantoammore - Created by Meks. Powered by WordPress.