In Grid – Tu Es Foutu

Riprendo un interessante post di Critica Distruttiva, che riporta una classifica pubblicata sull’Espresso, relativa a cantanti e canzoni che hanno guadagnato di più in termini di diritti d’autore, nel quinquennio 2001-2005. Oltre ai soliti noti, quali Morricone, Vasco Rossi, Mogol, Ramazzotti, Battisti, Baglioni, spicca all’undicesimo posto Tiziano Ferro, unico autore rappresentante della musica under-40.

Inoltre, tra le venti canzoni più redditizie in termini di Siae, c’è a mio avviso, una sorpresa. Tra “Nel blu dipinto di blu“, “Caruso“, “Quando quando quando”, e altri brani tipici della melodia italiana, spuntano anche tre canzoni dance (non è questa la sorpresa: in passato, infatti, sarebbero state di più). “Blue” degli Eiffel 65 (che hanno avuto sì un successo mondiale, ma che sono anche a mio avviso tra i maggiori responsabili del degrado della musica dance italiana); “Satisfaction” di Benny Benassi (un successo internazionale che, piaccia o no, ha inventato un genere); ma cosa stupefacente è la presenza di “Tu Es Foutu” di In Grid. Devo essere sincero, non ho mai ritenuto questo brano particolarmente eccezionale (della serie: se mi metto io col Music Maker a fare una base, e poi la faccio cantare da mia nonna senza dentiera, ne esce sicuramente una roba più decente), ma soprattutto fino ad oggi non avevo minimamente percepito che fosse stato un così grande successo (qualcuno sì, forse?), addirittura più di “Rewind” di Vasco Rossi. Ma io sono sempre pronto a fare ammenda, quindi, brava In Grid e bravi i suoi produttori. Però, mi chiedo: dopo quella canzone, che fine ha fatto In Grid?

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