Prison Kiss Kiss Break

Ero rimasto un po’ indietro con la visione di “Prison Break“. Così ho deciso di mettermi in pari, guardando le 350 puntate che avevo videoregistrato tra il Basso e l’Alto Medioevo. Sarà stata l’indigestione per i troppi episodi accumulati e divorati tutti d’un fiato o perchè ormai avevo tirato l’alba, ma mi è sembrato di aver sopravvalutato un po’ questo serial. Nonostate la trama interessante, i colpi di scena latitano e quando si fanno vivi sono di una banalità agghiacciante. Succede sempre proprio quello che ti aspetti: impossibile non indovinare quello che accadrà, soprattutto se hai visto qualsiasi altra serie americana con protagonisti buoni e cattivi, uomini e donne, f.b.i. e avvocati.

Una manciata di esempi un po’ sparsi:

Il ferimento dell’avvocato Nick che ha rischiato la vita ma è stato salvato all’ultimo momento, nonostante i 7000 ettolitri di plasma versato per tutte le strade d’America? Adesso io non voglio fare il menagramo, ma se almeno fosse morto, Veronica avrebbe avuto una rogna di meno tra i piedi e avrebbe potuto occuparsi più seriamente del caso di Lincoln senza dover pensare anche a lui;

L’ “attentato” di Tbag ad Abruzzi? Assolutamente prevedibile. Era ovvio che prima o dopo tra i due succedesse qualcosa di grave. Sarebbe stato molto più originale (ad esempio) che Abruzzi, ancora in preda alla crisi mistica che gli faceva vedere il volto di Gesù Cristo proiettato ovunque, anche sulla tazza del gabinetto, scoperte le intenzioni di Tbag, si facesse consegnare il suo coltello e si suicidasse, se non altro per mettere fine ad una sceneggiatura così ovvia;

Il tubo sotto l’infermeria aggiustato? Era anche ora che le guardie se ne accorgessero, ma non mi stupisco che i solerti dipendenti del carcere abbiano aspettato fino a giusto tre miuti prima della programmata evasione (quindi fallita) dei carcerati per sistemarlo.

La dottoressa-principessina che se la tira e il nostro eroe che tenta di stuzzicarla in tutti i modi, sapendo che l’amore tra un carcerato e la figlia del governatore è (più che altro per lei) poco conveniente, ma moooolto trasgressivo? Clichè trito e ritrito.

L’agente Kellerman che uccide il collega/amico Hale, reo di aver spifferato un po’ troppe cose top-secret, preso da un raptus di onestà? Qualcuno mi dica in quale telefilm dove compaiono degli agenti segreti, non avviene per miracolo la redenzione di uno dei “cattivi”, pentito ormai troppo tardi, che espìa i propri peccati pagando con la vita.

Quello che invece non prevedi, si palesa nelle piccole cose: ecco, forse è questo il punto di forza del telefilm. Ad esempio: Holly Valance (con qualche chilo e qualche anno in più rispetto a come la ricordavo), è l’ultima persona che mi sarei aspettato di vedere in Prison Break, nel ruolo assolutamente secondario di una prostituta dell’Europa dell’Est. Mi rimane qualche dubbio sulla sua interpretazione, per cui è decisamente meglio rimpiangerla così:
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Ah, e per i fans del telefilm, nuovo cambio di programmazione: da questa settimana Prison Break è in onda il giovedì in seconda serata, sempre su Italia1.

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