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Salviamo Silvia Abbate (detta Paris)!!
Scritto da Chissenefrega il 8 Settembre 2006 – 16:47 -Non certo a sorpresa, Silvia “Paris” è stata una rivelazione, risultando una delle pupe più maltrattate, ieri sera, nella prima puntata de “La pupa e il secchione”. E il fatto
che sia già in nomination, con tal Durante, provoca in me un profondo rammarico perchè sento che lei ha molte carte da giocare e ritengo che vada salvaguardata dall’eliminazione, come le otarie dell’Antartide. Questo mi premeva dire prima di tutto. Per quanto riguarda il programma, invece, per una volta tanto mi trovo leggermente in disaccordo con le opinioni che ho letto in giro.
Appurata l’inutilità sostanziale di Federica Panicucci, la quale ha brillato solo nel siparietto dietro le quinte, dove si è prodigata per farci sapere che la pupa Nora è provvista di “attributi” (e se io fossi l’illibato che deve dormirci nello stesso letto, un po’ mi preoccuperei, in quanto una tale iniziazione potrebbe avere dei considerevoli risvolti
psico/socio/caratteriali nel futuro) e appurato anche che i mesi di pausa artistica devono essere seriviti a Enrico “Bicipide” Papi solo per coniare sgrammaticati neologismi, devo dire che il varietà (diciamocelo chiaramente: questo non è un reality, ma un varietà di nuova generazione con elementi di reality) mi è sembrato abbastanza guardabile e nel complesso divertente. Forse perchè, senza litigare troppo con il vuoto pneumatico che riempie il mio cervello, ho trovato la chiave di lettura giusta. Il pretesto di essere un programma dai risvolti sociali è andato a farsi friggere dopo pochi minuti, la verità è che non si vogliono acculturare irrecuperabili decerebrate, nè concretizzare le basiche fantasie sessuali di asociali ingegneri. Si partecipa a dei giochetti: o si viene eliminati, o si intascano duecento mila euro. Tutto qua, niente a che vedere con il format americano: il programma di Italia 1 è assurdo, sconnesso, volgare, cretino, ma, entrando nel meccanismo bacato si rivela godibile nella sua inutilità. La giuria stessa l’ha capito. Dopo un inizio in cui i giurati sentivano il peso di un ruolo istituzionale che non gli era mai stato conferito, si sono facilmente resi conto che nulla era da prendere sul serio e tutto andava buttato in vacca e visto sotto una luce diversa: la luce opaca e senza pretese di un’estrema, ma a tratti incredibilmente quasi onesta, follia televisiva.
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