Myspace: entrarne o uscirne ?

Scritto da Chissenefrega il 30 settembre 2006 – 14:51 -

Poco tempo fa leggevo un interessante articolo che ben spiegava il successo di Myspace, sito che, ultimamente, ha superato addirittura Google in numero di accessi. Myspace è una community di persone che è molto cool farne parte. Tanto che pure molti artisti, cantanti e personaggi famosi in genere hanno creato il loro spazio virtuale, vero o fake che sia. Tra loro, gli associati di Myspace instaurano rapporti di amicizia virtuale: ci si scambia i rispettivi link delle pagine degli account e si viene aggiunti alla lista dei propri “amici”. Chi ha più amici è il personaggio più popolare, quello che sa fare meglio pubbliche relazioni, che scrive e che risponde ai messaggi degli altri, che condivide con la community i propri momenti, le idee e le opinioni. Insomma la stessa cosa che succede nella vita reale. Ma con il rischio che la proiezione della propria vita sociale su internet prenda il sopravvento e diventi la vita vera, fatta soltanto di rapporti inesistenti. Rischio che sembra assurdo ma che, considerato che il frequentatore assiduo di Myspace è il teenager americano medio, è più vicino alla realtà di quanto non si possa immaginare. Inoltre, dato l’alto numero di iscritti da tutto il mondo, i contenuti sono difficilmente controllabili e, infatti, in svariate pagine di Myspace si trovano facilmente foto e video pornografici nonchè files con violazioni palesi del diritto d’autore. Senza contare che la giovane età dell’utente medio può essere un incentivo ai tentativi di adescamento di minori da parte di qualche malintenzionato della peggior specie. Nonostante tutto, Myspace comincia a fare pesantemente parte delle nostre vite di sempliciotti navigatori internettiani vecchio stampo, anche se sinceramente non si sa quanto durerà. In più è uno strumento che consente a chiunque di esporsi e di mettere in vetrina i propri lavori, i propri talenti. Soprattutto musicali. Di Lily Allen, ad esempio, partita proprio da Myspace per andare alla conquista dei mercati discografici tradizionali abbiamo già parlato. In tutto questo, però, c’è chi insinua molti, legittimi, dubbi, che un portale di tale entità nasconda dietro la parvenza di gratuità e filantropia, dei secondi fini non del tutto trasparenti. E quando il padrone si chiama Rupert Murdoch, il quale ha sborsato 580 milioni di dollari per l’acquisto, beh, il sospetto viene. Leggete qui: un gruppo di anarchici spiega tutto quello che c’è da sapere sul fenomeno del momento.


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La pupa e il secchione / 8

Scritto da Chissenefrega il 28 settembre 2006 – 23:12 -

Innanzitutto protesto formalmente contro:

1) La riduzione del daytime la “La pupa e il Secchione” da 1 ora a 40 minuti per lasciar spazio a quel quiz penoso di Pino insegno e la sua gatta nera, bianca, morta e sua sorella in carriola.

2) Lo spostamento, dalla prossima settimana, della puntata serale dal giovedì al lunedì. Come al solito, senza alcun ragionevole motivo, Italia 1 gioca a scacchi con il palinsesto, mettendo, peraltro, a rischio un programma giovane con un pubblico che si sta affezionando. Mah.

3) Il fatto che nella puntata HOT ci sia un abuso di beep, fastidiosi come il trillo degli sms sul Nokia 3210. In fin dei conti il programma va in onda all’una di notte, cosa sarà mai anche se ci scappa una f!g@ o un c@xx0. Ieri sera, ad esempio, Silvia ed Elisa facevano il conto di “quanti ne avevano presi“. L’argomento sarebbe stato interessante, ma era impossibile capire qualsiasi cosa, perchè era tutto un continuo bippare…

Ma passiamo alle cose serie, adesso. Questa è stata la serata del litigio in differita tra Vittorio Sgarbi e Alessandra Mussolini, due veterani delle messinscene televisive. E non si capisce perchè tale scempio abbia dovuto necessariamente andare in onda, visto che il programma è registrato: sarebbero bastate un paio di forbici digitali per risparmiarci, più che altro, cinque minuti di caos davvero poco interessante. Il comedy-show è un format forte, si è dimostrato una vincente commistione di generi e ha fatto dividere l’opinione pubblica. Non si sentiva proprio il bisogno di uno scandaletto capitato, fatalità, proprio alla vigilia di un tanto importante quanto pericoloso spostamento in palinsesto. La sceneggiata a cui abbiamo assistito stasera fa solo parte del gioco, nulla toglie e nulla aggiunge al programma, che ha ben altre frecce al suo arco da scagliare per ferire i nostri presunti pudori e falsi bigottismi. Dispiace solo che chi quel programma lo firma, anzichè sforzarsi a pensare alle molte potenzialità non sfruttate del format (perchè continuare a far fare capriole e tagliare frutta?), che se considerate potrebbero renderlo ancora più solido, ricorrano ai soliti mezzucci, semplici e banali per far parlare un po’ di sè. Espedienti vecchi come il cucco che ormai, non sconvolgono più nessuno.

Altro da dire non c’è, solo che la novità dell’ultima ora è che la prossima settimana entreranno due nuove coppie a far parte del gioco: allora già che ci siamo facciamo rientrare Loredana e Pace e Mary e Rampinelli. E facciamo continuare il programma fino al 2054. Questo sì che si chiama battere il ferro finchè è caldo. In testa, però, dovrebbero batterselo.


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Mortadellone

Scritto da Chissenefrega il 28 settembre 2006 – 18:31 -

Un inviato di Chissenefrega (che preferisce rimanere anonimo), imbucato alla Camera dei Deputati, mi ha fornito una fotografia rubata, e che forse doveva rimanere segreta, che ritrae il nostro amato Premier durante il suo intervento di oggi sul caso Telecom. Ma io, che non mi fido di nessuno, ho dei dubbi sull’autenticità dello scatto: oggi, il caro Romano, non poteva avere quel sorriso.


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La crisi dei reality: ce ne faremo una ragione.

Scritto da Chissenefrega il 27 settembre 2006 – 22:37 -

Il Circus di Canale 5 non decolla, ma per la D’Urso è il programma più bello e più serio del mondo. L’Isola 4 è in evidente crisi creativa, oltre che di congiuntivi coniugati correttamente dalla Ventura. Wild West ha portato Rai 2 nella Fossa delle Marianne dell’Auditel, ma la Parietti, anzichè fare un profondo esame di coscienza, dà la colpa a imprecisati fattori esterni. L’unico che par funzionare, ma non è un reality nel senso stretto del termine, è La Pupa e il Secchione, ormai un piccolo “cult” televisivo, che durerà da Natale a Santo Stefano, ma che, finchè resiste ci accontentiamo, perchè, rispetto alla noia fornita dai reality suoi antagonisti, almeno presenta un minimo di originalità. E ci fa un po’ divertire. E discutere, anche.

Scrive Francesco Specchia sul suo Telebestiario:

Dispiace per gli amici smanettatori di blog e appassionati fans dei figli del Grande Fratello; ma il reality, in voga sin dai tempi del Panopticom di Jeremy Bentham, nel ‘700 (il grande carcere circolare e trasparente sotto eterno controllo) ha esaurito la sua carica

Come “smanettatore di blog” devo dire che, riguardo alla crisi dei reality, un bel chissenefrega ci sta tutto. E come telespettatore sarei il primo ad essere contento se le nostre emittenti ritornassero a programmare telefilm, film, quiz e varietà come ai vecchi tempi (ma basta fiction italiane con la Arcuri & co, perlamordiddio). Magari avremo tutti un po’ meno visite, ma gli argomenti su cui disquisire non mancherebbero, perchè il mondo dei blogger non è mica piatto, noioso, monotono e senza creatività come quello degli autori televisivi, per fortuna.


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Britney Spears – Il mistero dell’unofficial album

Scritto da Chissenefrega il 27 settembre 2006 – 02:02 -

J&J, musicofili e attenti lettori di questo blog, mi segnalano, meravigliandosi che io non sia al corrente della notizia (e me ne sono meravigliato anche io, visto che una volta appresa la novità ho avuto un preoccupante calo di zuccheri sanabile soltanto con una flebo da 20.000 cc di gossip estremo e gelato al gusto puffo), che in rete, nei soliti siti inciucioni, si può scaricare “Can you handle mine“, un album non ufficiale di Britney Spears, che doveva uscire la scorsa primavera, ma che nella realtà non ha mai visto la luce in quanto l’interprete sarebbe stata troppo occupata tra litigi coniugali e gravidanze isteriche. A fine 2005, infatti, voci di corridoio (io, ad esempio, le sentivo nel corridoio di casa mia mentre mia madre passava l’aspirapolvere) mormoravano che l’uscita dell’album fosse imminente, ma la canzone “Mona Lisa” che doveva essere il singolo di traino, e il pezzo in cui Britney riponeva le proprie speranze per un rilancio di carriera, fosse anche passato completamente inosservato da parte dei media. Tanto che Britney aveva preferito richiamare l’attenzione su di sè mettendo al mondo un altro figlio per far parlare le cronache rosa e preparare il terreno con un bel po’ di “buzz“, di cui è sempre stata maestra, all’uscita di un nuovo disco. Verità ? Falsità ? Pettegolezzi ? Il dovere di cronaca mi obbliga ad precisare che non esiste nessun album unofficial di Britney Spears: quella che circola in rete è una raccolta di b-sides poco noti, singoli già usciti e remix già editi nell’ultimo album ufficiale di Britney (“B in the Mix“, campione di vendite nei Paesi dell’Estremo Oriente) e tutte le canzoni sono temporalmente precedenti alla nascita del suo primo figlio, Sean Preston.

Il nuovo, vero, album di inediti è previsto per il 2007. Il rapido dilagare del fake-album di Britney, comunque, sta ad indicare che in molti ne sentono la mancanza ed hanno il desiderio di rivederla sulla scena musicale. Io di più: il mio emu…. cioè volevo dire il mio portafoglio è sempre pronto ad alleggerirsi di quei 20/25 euro a favore delle tasche di Britney, che adesso tiene pure famiglia. E non vorrei mai che, a causa mia, due poveri neonati patissero la fame.


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My name is Earl, il nome del divertimento

Scritto da Chissenefrega il 26 settembre 2006 – 18:52 -

Ha due figli non suoi, beve come una spugna ed ha un fratello che vive in simbiosi col suo divano. Ha rubato qualsiasi cosa fosse incustodito, ha fregato caramelle ai bambini, ha sposato una donna non proprio fedele. Earl Hickey ha condotto una vita troppo dissoluta, ma è arrivato il tempo di cambiare. Dopo aver vinto 100.000 dollari al “gratta e vinci”, dopo aver perso il biglietto fortunato e dopo essere stato investito da un’auto, Earl ha un’illuminazione: “Fai una cosa buona e una cosa buona ti accadrà, fanne una cattiva e ti si ritorcerà contro“. La ricerca del Karma è il suo nuovo stile di vita. Così come l’aveva perso, inaspettatamente rientra in possesso del suo biglietto vincente. Incassa l’assegno, compila una lista delle sue malefatte e decide di fare del bene al prossimo, facendosi perdonare quanto di scorretto ha compiuto durante la sua esistenza.

Un mix di situazioni surreali ed esilaranti. Le vite dei peggiori sfigati che non vorresti mai incontrare per la tua strada, raccontate intelligentemente e con una irresistibile carica d’ironia, in un originale ritratto della provincia americana. Tutto questo e molto di più è “My name is Earl“, telefilm vincitore di due Emmy, che merita assolutamente la visione. Gli sfortunati che si sono persi la prima puntata, potranno beneficiare della replica di sabato 30 settembre a mezzanotte e poi continuare a seguire, da giovedì 5 ottobre, le nuove puntate che, tanto per cambiare, Italia1 ci ha fatto sudare, ma che sembrano miracolosamente ricomparse in palinsesto (a questo proposito devo ringraziare per l’ennesima volta Antonio Genna che dal suo blog fa un vero “servizio pubblico”: altrimenti, se aspettassimo le emittenti, le guide tv, e i teletext, staremmo freschi).


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Gatte e Bottoni

Scritto da Chissenefrega il 26 settembre 2006 – 16:00 -

Se escludiamo i singoli già usciti e delle cover piuttosto inutili, dell’album delle PussyCatDolls rimane ben poco. Un prodotto poco piacevole da ascoltare, in quanto forzatamente eterogeneo perchè fatto di riempitivi la cui qualità rasenta il meno infinito. Se mi ci fossi messo io, a fare quell’album, suonando un fischietto e percuotendo con un cucchiaio una batteria di pentole rovesciata, avrei sicuramente tirato fuori qualcosa di maggior spessore musicale. Ma si sa che il gruppo in questione ha altre qualità su cui puntare, altrimenti non si spiegherebbe il motivo per cui una sola Pussycat canta, e le altre 5 Dolls non fanno altro che shakerare gratuitamente i loro attributi nei video. E’ sempre un bel vedere, comunque.

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Avvicendamenti: il manager e il giornalista

Scritto da Chissenefrega il 26 settembre 2006 – 10:30 -

Il manager Giovanni Modina fa i bagagli e lascia, dal 16 ottobre, la direzione di Canale 5 nelle mani dell’attuale direttore di Tv Sorrisi e Canzoni, il giornalista Massimo Donelli. Non so se ci sia da gioire o meno: personalmente Donelli non mi è mai stato molto simpatico nelle sue “risposte ai lettori” sul sito di Sorrisi. Le sue prese di posizione, sia sul sito, che dalle colonne del settimanale, mi sono sempre sembrate votate al più becero servilismo nei confronti di Mediaset. Scelta che ha pagato, visto l’evolversi della sua carriera. Linko due suoi articoli che sono particolarmente emblematici:

http://www.sorrisi.com/sorrisi/diario/art023001031938.jsp

http://www.sorrisi.com/sorrisi/diario/art023001032295.jsp

Per completezza di informazione (una volta tanto) riporto le biografie dei due (tratte da Millecanali):

Giovanni Modina è nato a Castelli Calepio (Bergamo) il 5 maggio 1960 e ha due figli. Laureato alla Bocconi in Economia Aziendale, dopo un biennio di esperienza al Banco di Roma, nel 1989 approda a Rti in qualità di Responsabile Format alla Direzione Marketing. Nel 1990 passa alla Nestlè come product manager. Nel 1991 rientra in Rti e ricopre vari incarichi: Responsabile Ricerche, Responsabile fascia day time e format, Responsabile progetti internazionali, Responsabile progetto cinema, Vicedirettore Marketing. Nel 1998 è nominato Vicedirettore di Canale 5. Nel 1999 assume la carica di Direttore Coordinamento Palinsesti. Dal 2 aprile 2001 è Direttore di Canale 5.
Massimo Donelli è nato a Genova il 26 gennaio del 1954. È sposato e ha tre figlie. Ha mosso i primi passi nel 1967 alla redazione genovese de ‘La Gazzetta dello Sport’. Giornalista professionista dal 1976, ha lavorato nei quotidiani (Il Secolo XIX, Il Mondo, Corriere d’informazione, Corriere della sera, Il Mattino, La Notte, il Giornale, Il Sole 24 Ore), nei periodici (Moda, Fortune, Epoca, Panorama, Tv Sorrisi e Canzoni, 2TV e Star+Tv), in internet (Ciaoweb) e in televisione (ventiquattrore.tv). È stato docente all’Istituto per la formazione al giornalismo e ai corsi di formazione di Publitalia e membro dell’Itma (International Television Magazines Association).


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La pupa e il secchione / 7

Scritto da Chissenefrega il 25 settembre 2006 – 20:12 -

Mentre Nora gliela fa sempre più annusare al povero Congedo, il quale, ogni volta che esce dal bagno vede incrementare la consistenza dei calli sulle proprie mani, il resto del gruppo è preso da ben altre preoccupazioni. Le pupe e i secchioni, infatti, mettono alla prova la resistenza delle loro corde vocali, e di quelle poco consonanti di una chitarra che minaccia di esplodere da un momento all’altro. Inoltre, tutti stanno tentando di capire se i brufoli di Elisa siano reali, oppure solo un altro escamotage della produzione per creare, nel gioco, un po’ di atmosfera thriller. E come se non bastasse c’è la fastidiosa presenza del nuovo secchione cacofonico Spinotto a creare scompiglio. Assolutamente ignorato da tutti, come un qualsiasi programma tv di Gigi Marzullo, il neoentrato è stato miseramente ghettizzato, anche se sembra non essersene ancora reso conto. Ma, diciamo la verità, nessuno di noi rivolgerebbe mai la parola a uno che indossa delle mutande color bluette fluorescente abbinate alla maglia rosanero del Palermo.

Silvia (Abbate detta Paris, ricordiamolo), ha smesso i panni dell’ingenua farfallona un po’ sopra le righe. Inconsolabile vedova di Durante, non riesce a farsi una ragione della dipartita del suo precedente secchione. Ormai veste sempre di nero e coltiva crisantemi con i quali, una volta uscita dal reality, ornerà la tomba del suo defunto Shrek privato. Tutto ciò penalizza molto lei e la sua personalità: quando è in camera si fa fatica a distinguerla dai comodini, mentre, nell’ingresso, si confonde tra l’attaccapanni e il tappeto persiano. Oggi per fortuna, grazie allo svaligiamento (definito da Rosy Vandalesco) del mobiletto dei dociumi, Silvia si è un po’ ripresa. Gli zuccheri le hanno fatto bene all’umore: presto si riapproprierà di quel posto da protagonista che merita nel programma e ritornerà a regalarci perle come: “il Dalai Lama ? ah sì, una volta lo stavo per investire in macchina in centro a Milano“.


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