Paris Hilton e Blair chi?

Non c’è motivo per cui si debba gridare allo scandalo se una Paris Hilton qualsiasi, intervistata dalla rivista inglese GQ, alla domanda “conosci Blair ?“, risponde “Blair chi?“.

Qual è la ragione di tanto astio gratuito nei confronti di una povera ricca bionda 25enne? Lei è una ragazza di mondo e voleva essere sicura di parlare del Blair giusto. Infatti, essendo una nota trendsetter, Paris avrebbe potuto argomentare tranquillamente di quella specie di Postalmarket via internet. Oppure, essendo anche affermata attrice, avrebbe potuto disquisire liberamente sull’ex bambina esorcizzata, sulla collega dalle intenzioni crudeli, o su uno dei più pallosi film di tutti i tempi. O ancora, poteva dire la sua sulla moglie, madre, insegnante e aspirante scrittrice. E perchennò sul rugbysta scozzese (lei d’altronde di uomini se ne intende) o sull’affascinante professore del Georgia Institute of Technology: vuoi che Paris non li conosca? Avendo recentemente intrapreso anche la carriera musicale, era ovvio che la Hilton potesse anche pensare di dover dare la sua opinione sulla scuola di musica del Tennessee o sul versatile e acclamato dalla critica pianista concertista.

Insomma, la giovane ereditiera voleva soltanto evitare brutte figure o spiacevoli incomprensioni, la colpa non è sua se il giornalista, che probabilmente vive una vita vuota e triste, le ha fatto una domanda poco precisa.

Che poi tutto ciò mi mette una pulce nell’orecchio (beh sempre meglio che avercela nelle mutande). Cioè vorrei fare un sondaggio e andare in giro per strada a chiedere a un po’ di 25enni italiane di oggi se conoscono Tony (ma anche Linda o Selma) Blair. Ma non lo farò, per paura che la pulce mi si rivolti contro, mi entri nel cervello e si metta a giocare a squash con il mio unico neurone ancora funzionante.

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