L’ultima meteora
Scritto da Chissenefrega il 5 Agosto 2006 – 20:13 -
Un singolo estivo, una nuova sciacquetta di turno. Ecco affacciarsi sul panorama musicale anche Lily Allen con la sua “Smile” (video), che non sarà neanche una brutta canzone, ma sicuramente quando non c’era non se ne sentiva la mancanza, e ora che c’è non se ne capisce l’utilità. Io continuo a preferire sempre e comunque le Britney e le Paris, quelle che almeno, nel bene o nel male, lasciano un segno tangibile del loro passaggio. Le meteore, invece, non mi sono mai piaciute. Almeno finché non vedrò queste.
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Agosto 5th, 2006 at 23:56
A parte che si chiama Lily e comunque almeno questa ha una storia un po’ più interessante dal momento (vedi https://daniele.wordpress.com/2006/07/27/lily-allen-e-il-successo-di-smile/) che è partita da un canale di diffusione musicale che dovresti conoscere bene dal momento che compare tra i tuoi “The Associates”.
Almeno questo può essere un segno dei tempi moderni e dell’Internet-power…
Agosto 6th, 2006 at 07:35
Partire da MySpace sembra una costante per i giovani musicisti, una vetrina dove farsi notare. Lily ha avuto fortuna, il pezzo è canticchiabile e questa è la sua estate. Certo la probabilità che diventi un’ennesima meteora è alta, ma il tempo dirà la sua.
Agosto 6th, 2006 at 14:26
@alnz: corretto…
Settembre 30th, 2006 at 14:51
[...] Poco tempo fa leggevo un interessante articolo che ben spiegava il successo di Myspace, sito che, ultimamente, ha superato addirittura Google in numero di accessi. Myspace è una community di persone che è molto cool farne parte. Tanto che pure molti artisti, cantanti e personaggi famosi in genere hanno creato il loro spazio virtuale, vero o fake che sia. Tra loro, gli associati di Myspace instaurano rapporti di amicizia virtuale: ci si scambia i rispettivi link delle pagine degli account e si viene aggiunti alla lista dei propri “amici”. Chi ha più amici è il personaggio più popolare, quello che sa fare meglio pubbliche relazioni, che scrive e che risponde ai messaggi degli altri, che condivide con la community i propri momenti, le idee e le opinioni. Insomma la stessa cosa che succede nella vita reale. Ma con il rischio che la proiezione della propria vita sociale su internet prenda il sopravvento e diventi la vita vera, fatta soltanto di rapporti inesistenti. Rischio che sembra assurdo ma che, considerato che il frequentatore assiduo di Myspace è il teenager americano medio, è più vicino alla realtà di quanto non si possa immaginare. Inoltre, dato l’alto numero di iscritti da tutto il mondo, i contenuti sono difficilmente controllabili e, infatti, in svariate pagine di Myspace si trovano facilmente foto e video pornografici nonchè files con violazioni palesi del diritto d’autore. Senza contare che la giovane età dell’utente medio può essere un incentivo ai tentativi di adescamento di minori da parte di qualche malintenzionato della peggior specie. Nonostante tutto, Myspace comincia a fare pesantemente parte delle nostre vite di sempliciotti navigatori internettiani vecchio stampo, anche se sinceramente non si sa quanto durerà. In più è uno strumento che consente a chiunque di esporsi e di mettere in vetrina i propri lavori, i propri talenti. Soprattutto musicali. Di Lily Allen, ad esempio, partita proprio da Myspace per andare alla conquista dei mercati discografici tradizionali abbiamo già parlato. In tutto questo, però, c’è chi insinua molti, legittimi, dubbi, che un portale di tale entità nasconda dietro la parvenza di gratuità e filantropia, dei secondi fini non del tutto trasparenti. E quando il padrone si chiama Rupert Murdoch, il quale ha sborsato 580 milioni di dollari per l’acquisto, beh, il sospetto viene. Leggete qui: un gruppo di anarchici spiega tutto quello che c’è da sapere sul fenomeno del momento. [...]