Cesara, occhio di falco

Ho sempre provato una grande ammirazione per Cesara Buonamici. Perchè, dopo la dipartita delle varie Gruber e Lasorella, lei è l’unica superstite tra le mezzebuste italiane, insieme a Maria Luisa Busi, che riesce a dare al tg che conduce, una personalità definita ed uno stile riconoscibile. Ma mentre la fredda Busi se la tira come una veterana starlet della peggior hollywood, alla caliente Buonamici non passa minimamente per la testa di fare la snob. Cesara è una di noi, con le sue collane tigrate e i suoi tallieur rosso semaforo, i suoi colpi di tosse a sorpresa e la sua chioma vaporosa. Da qualche mese la vediamo presentare il tg5 delle 20 con una mezza paralisi al volto, cosa che ha preoccupato tutti i suoi telespettatori. Lei stessa, il 21 marzo scorso, ha rilasciato, con lo stile che la contraddistingue, un comunicato stampa dove diceva che la causa della sua espressione immattonita non era dovuta ad un lifting pagato con un assegno scoperto (come i più maliziosi avevano subito ipotizzato), ma ad un’infezione all’occhio che sarebbe dovuta passare nel giro di poco tempo. Ma sono trascorsi più di quattro mesi e l’espressione da drugo è rimasta a segnare il volto della cara Cesara. E lei, sempre stoicamente, non si è mai assentata per un giorno solo dalla sua scrivania. Ha continuato a fare il suo dovere e a raccontare storie di bombe mediorientali e cani abbandonati, di omicidi seriali e raccolte di tartufi, di stupri di gruppo e fiere della piadina. Cesara è un esempio di professionalità. E noi siamo con lei, anche se un giorno dovesse presentarsi in diretta con l’occhio bendato, la bandana col teschio, il pappagallo sulla spalla e, in mano, una bottiglia di rum.

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