Isola dei Famosi 9 – Savino soporifero, Luxuria rivelazione. Rimpiangiamo Simona Ventura
Scritto da Chissenefrega il 26 gennaio 2012 – 00:39 -
Diciamolo con un twit:
quest’anno volevano ambientare l’ Isola Dei Famosi al Giglio, ma la location era già occupata da un altro reality
.
L’isola dei Famosi 9 prevede un cast di vecchie glorie (gli “Eroi”), che sono più che altro vecchie ciabatte. Sulla carta, la scelta di un nugolo di concorrenti riciclati sa di film già visto. Dalla Marini rigorosamente a tempo (perché deve rientrare per fare il tagliando) a Malgioglio e il suo ciuffo decolorato; dalle rissose rifatte Aida Yespica e Arianna David, a Den Harrow e Cecchi Paone; da Carmen Russo a Enzo Paolo Turchi e i suoi figli (come dite? Enzo Paolo Turchi non ha figli? Allora vuol dire che quelle emorroidi hanno raggiunto dimensioni davvero preoccupanti).
Però certi film alla seconda visione sorprendono; chissà che questo cast che già conosce in anticipo tutte le dinamiche del gioco, non riesca a farsi ricordare con qualcosa di memorabile (esempio: impalano Flavia Vento e la danno alle fiamme).
Ad affiancare gli isolani di secondo pelo, la cosiddetta “casta degli eletti”: la ex fidanzata del Trota, l’ex fidanzato di Pamela Prati, una morta di fama del Grande Fratello, il Mago Otelma senza paramenti (orrendo mix tra Boldi e Bondi con le mutande bianche comprate da Tuttoauneuro) e Mariano Apicella (chissà chi lo sostituisce alle allegre serate ad Arcore. Io proporrei di riesumare il maestro Alessandro Alessandro). Un gruppo di cervelli in fuga dai loro stessi crani che appare agguerrito ma solo per esigenze di audience.
Il serio presentatore Nicola Savino, alla prova forse più importante della sua carriera, convince poco. Ok che la “conduzione per sottrazione” è il trend del momento, ma stasera ci sono stati momenti di vuoto che ci si potevano mandare in onda intere stagioni di Beautiful. Eravamo abituati a una conduzione imperfetta e a tratti sgradevole, confusionaria e sloganistica, ironica e urlata, convinta e sgrammaticata, ma per questo profondamente identitaria.
Savino (passabile in radio, discreto imitatore, buona spalla per varietà pseudocomici), invece, ha la personalità di un ciocco di legno ricoperto di licheni e nella sua performance “conduttoriale” si sono fatti notare soprattutto i silenzi, oltre che una inquietante somiglianza con Clark Gable incrociato geneticamente con un criceto. Aver condotto una puntata ad interim l’anno scorso non lo trasforma automaticamente nell’uomo giusto per un progetto così impegnativo.
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Chiusura di Megavideo e Megaupload, parliamone
Scritto da Chissenefrega il 20 gennaio 2012 – 20:30 -
Non vorrei parlarne con il sentimentalismo giustificatorio – e un po’ romantico – dell’ “utilizzatore finale”, perché senza i vari “Mega” si vive lo stesso, e comunque le risorse in rete per la condivisione di file sono pressoché infinite (la sparizione coatta di un servizio da internet di solito comporta che ne nascano in tempi rapidissimi almeno dieci analoghe reincarnazioni).
Se si vuole affrontare il discorso con un approccio più astratto bisogna partire da un presupposto fondamentale e imprescindibile: la distinzione tra contenitore e contenuto. Se io creo un servizio/contenitore aperto al pubblico e questo viene usato illecitamente dal pubblico stesso, non si capisce perché debba essere incolpato io, creatore del servizio, e non il soggetto terzo che effettivamente commette l’illecito usandolo impropriamente.
E’ come se qualcuno ipotizzasse di voler chiudere la Ferrari perché alcuni che vi si mettono alla guida spingono l’acceleratore a 200 km/h in centro abitato. O come voler chiudere le fabbriche di pentole perché Bigazzi dentro ci cucinava i gatti.
Non è Megavideo, dunque, ad essere fuorilegge, è l’uso che i suoi utenti ne fanno ad esserlo (seppur le leggi violate sono a dir poco anacronistiche per i tempi in cui viviamo). Che, poi, quelli di Megavideo si siano arricchiti chiudendo un occhio (anche due) su questo aspetto è un altro discorso. Però, obiettivamente, non mi sento di condannarli meno rispetto a una major del disco che paga un autore 50 centesimi e vende i suoi CD a 30 euro. E qui si apre inevitabilmente la grande questione morale: siccome ne ho lette di ogni in queste ultime 24 ore, volevo dire che mi dissocio da quelli che “io prendo 800 euro al mese e non posso comprare tutti i dischi/dvd/abbonamenti-alle-pay-tv che vorrei pertanto è giusto che me ne appropri indebitamente”. Non è mai morto nessuno per non aver visto una stagione di Dexter, o un film rippato al cinema con la gente in sala che tossisce, o una puntata di X-Factor (GIAMMAI!), o per non aver scaricato orridi album di Lady Gaga (che poi io mica ci credo che se costoro disponessero di redditi più alti, li spenderebbero davvero in qualcosa che si può avere gratis comunque… soprattutto gli album di Lady Gaga, dato che è stata lei stessa a regalarli in quanto rimasti tristemente invenduti).
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Francesca Rettondini “Naufraga per caso”
Scritto da Chissenefrega il 18 gennaio 2012 – 11:00 -
Dopo il grande successo di “Lo stile Rettondini”

e reduce dai fasti del blockbuster “Ho rischiato di perdere un occhio”

Francesca Rettondini nella sua nuova brillante interpretazione:
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Power Francers – Mamma
Scritto da Chissenefrega il 17 gennaio 2012 – 19:55 -
Canzone verità che fotografa con leggerezza ed ironia l’italiano bamboccione, del quale riesce pure a demitizzare certi stereotipi. Partendo dal tormentone premio Grammy per la tamarraggine “Pompo nelle casse” (checché se ne dica, raro esempio di modernità per un Paese in cui la “massa musicale” è ferma agli anni 90 se non prima) e passando per qualche tentativo coraggioso ma francamente non troppo riuscito, approdano all’elettropop più attuale, in pieno stile La Roux. Melodia semplice, video economico, i Power Francers erano i candidati ideali per rappresentare noi gggiovani a SanremoSocial. Non sono stati ammessi al Festival ma accendono un barlume di speranza in chi pensa che non di sola Francesca Michielin vive la discoTIgrafia [cit.] nostrana. Magari sarebbe interessante sentire un bel featuring con I Moderni (se non altro per “modernizzare” quest’ultimi veramente, perlomeno a livello di sonorità e arrangiamenti).
Tags: nuovo singolo, Power Francers - Mamma
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Sanremo 2012 – Lista ufficiale dei BIG e delle canzoni in gara
Scritto da Chissenefrega il 16 gennaio 2012 – 00:01 -

Ebbene si parte: manca un mese e Gianni Morandi è già pronto al suo posto di combattimento, ma soprattutto è bello pimpante come solo i settantenni di questo Paese sanno essere (merito della dieta sana?). Questo sarà il suo secondo Festival di Sanremo da conduttore e la storia ci ha insegnato che un certo rischio c’è: il secondo festival consecutivo non è mai come il primo. La fortuna quest’anno è che sarà molto difficile peggiorare rispetto all’anno scorso (o almeno io, una volta tanto, voglio essere ottimista). Ecco la lista dei partecipanti al Festival dal 14 al 18 febbraio prossimo, i duetti, i titoli delle canzoni e – in anteprima mondiale – i temi trattati dai brani degli artisti in gara.
Nina Zilli – Per sempre
La canzone – una struggente ballad autobiografica – è nata per caso, durante un’intervista in cui le è stato chiesto: “Per quanti anni ancora pensi di dover andare a Sanremo per sbarcare il lunario?”. Duetto con Skye dei Morcheeba e/o Skin degli Scaccanancy
Samuele Bersani – Un pallone
Un elegante valzer romagnolo con cui Bersani celebra in musica l’operato del suo omonimo segretario del PD negli ultimi decenni. Duetto con Goran Bregovic e Debora Serracchiani
Dolcenera – Ci vediamo a casa
Dopo la svolta rockdance estiva, Dolcenera propone una midtempo languida e trasgressiva che racconta con l’ausilio di crude metafore il primo emozionante incontro con Professor Green nella sua topaia londinese sotto il Tower Bridge. Duetto con Professor Green e la sua collezione di farfalle
Pierdavide Carone e Lucio Dalla – Nanì
Se Dalla non è un cantante ma un consiglio, Carone non è un cantante e basta. Brano dedicato ad una colf filippina a cui è appena scaduto il permesso di soggiorno. Duetto con Mads Langer e la salma riesumata di Ping Ping, il quale, comunque, canterà da seduto per evitare di sembrare più alto di Lucio Dalla
Irene Fornaciari – Il mio grande mistero
Dopo “Il mondo piange”, un’altra canzone autobiografica firmata dalla zuccherosa figlia di Adelmo, in cui lei stessa cerca invano di spiegare il motivo per cui si meriti un posto tra i big di Sanremo. Duetto con Brian May, Margherita Hack e un buco nero proveniente da Alfa Centauri
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I 5 motivi per cui scrivo poco
Scritto da Chissenefrega il 14 gennaio 2012 – 14:20 -

Sapete che i blog sono destinati a risorgere nel 2012? Almeno così si dice sui socialnetwork i quali, sfidando ogni profezia maya, scommettono sulla rivitalizzazione della blogosfera e la conseguente riduzione dello spread tra diari 2.0 e reti sociali. Per quanto riguarda questo, di blog, è chiaro che si latita alla grande, in netta contrapposizione con la mia stessa dichiarazione d’intenti settembrina. Ma la coerenza coi propri proclami è una qualità per pochi ed esiste una spiegazione a tutto. Anzi cinque.
Ecco i cinque motivi per cui scrivo un po’ poco ultimamente:
1) Sto lavorando al mio primo album di inediti
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X-Factor 5 – vince Francesca Michielin al ballottaggio con I Moderni. Eliminata Antonella: Arisa ha vinto Sanremo a 27 anni e perso X-Factor a 29 (cit.)
Scritto da Chissenefrega il 6 gennaio 2012 – 09:30 -
Per la serie: “la prima impressione è quella che conta”, alla premiere qui si diceva:
Per tutti è la vincitrice annunciata (anche per il sottoscritto) da quando portò i Led Zeppelin ai casting [...] Francesca deve dimostrare molto, soprattutto di avere carattere per non cedere all’inevitabile “normalizzazione” che, con una caposquadra come quella che si ritrova, è pericolosamente dietro l’angolo.
E così è andata, normalizzazione musicale compresa, garantita dall’inedito eccessivamente elisiano (che ho leggermente rivalutato, però avrei vissuto benissimo anche senza).
Devo ancora ben capire se ero io che mi aspettavo troppo da questo X-Factor, oppure se è stata Sky ad illudermi, sedurmi ed abbandonarmi lasciandomi poi lì inerme con il cuore spezzato come fosse un biscottino al burro. Perché è innegabile che, seguendo i casting in prima serata e l’esordio scoppiettante di questa quinta edizione, fosse davvero evidente che la musica era cambiata, come da slogan di Cattelan (un po’ imbalsamato ma bravo, però aveva gioco facile perché confrontandolo con il suo predecessore sarebbe risultato un fenomeno anche un filetto di platessa impanato). Ma durante la corsa, qualcosa (anzi parecchio) nel programma non ha funzionato e sono stati infranti i sogni (e, scusate, anche un po’ le balle) di chi non perde mai la speranza che una nuova televisione sia possibile.
Alcune dinamiche note, le situazioni già viste, la supponenza di un paio di giudici, la micidiale schiapperia di certi concorrenti, la poca originalità generale, hanno più volte palesato un appiattimento creativo indegno per una televisione a pagamento. Era tutto scritto fin dall’inizio: doveva essere l’anno della rinascita della Ventura. Si sarà indebitata talmente tanto per comprare i call-center per televotare Francesca, che dovrà rinunciare al tagliando dei 60.000 km dal chirurgo estetico.
Tags: Francesca Michielin, X-Factor 5
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